Agosto 8, 2008...9:17 am

Simple story, simply told.

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Mi hanno sempre detto che prima di morire ti passa davanti tutta la tua vita.
Che se non è proprio tutta, sono i momenti migliori. Voi capite che di momenti migliori, ce ne sono infiniti.
E allora mi appunto qua qualche momento da non dimenticare mai.

Anzi da rivedere in quell’istante.

[il tempo di lettura di questo post è pari alla durata delle mia vacanze, quindi vi saluto qui...]

·         Le colazioni a letto da mia zia Ornella con prosciutto crudo, rigorosamente tagliato a mano, e cioppini.

·         I pomeriggi passati dalla vicina di casa di mia nonna perché mi dava le merendine del Mulino Bianco.

·         La bugadera, dove passavo ore ed ore a giocare alla mamma che prepara la pappa.

·         Il mio nonnino che mi portava in spalla sulla mulattiera (al Lago) perché per me la salita era  troppo faticosa.

·         Le more che c’erano lungo la mulattiera.

·         I fichi che rubavamo dagli alberi, dopo la mulattiera.

·         E anche le nocciole per farci il caramello alle nocciole.

·         Il giorno che Marco all’asilo, decise che ero la sua morosa e mi baciò davanti a tutti. Anche ai miei genitori.

·         La pizza della mia mamma, fatta sulla focaccia pronta Parmalat, con pomodori a fette e mozzarella.

·         Le mattine a sbrinare la R4 (bianca con l’adesivo del vagabondo) di mia mamma, ascoltando i Litfiba.

·         Quando si faceva l’albero tutti insieme.

·         Quando mi svegliavano, i miei genitori, per dirmi che stava nevicando.

·         Le 10 domande che mia mamma mi aveva attaccato sopra al letto e alle quali dovevo rispondere sempre si prima di addormentarmi.

·         La festa della birra di Novellara.

·         I pomeriggi passati al Ritz (discoteca dove lavoravano i miei) a scorazzare sulla pista e a fare i compiti.

·         I giretti in motorino nei pomeriggi d’estate.

·         Il cd “Confusa e Felice” di Carmen Consoli, che in una vacanza all’Isola d’Elba a 14 anni, ho consumato a forza di ascoltarlo perché ero innamorata.

·         La prima volta che mi hanno chiesto: “ci mettiamo insieme?”.

·         Il primo bacio. E la vergogna che mi faceva ridere.

·         La prima volta che ho fatto l’amore. Anche se non ho ancora capito quando è stato.

·         La prima persona che mi ha detto ‘ti amo’ guardandomi negli occhi. Anche se poi mi ha mollata 2 ore dopo averlo fatto per la prima volta (presunta).

·         Quella volta che un mio amico è venuto a trovarmi e abbiamo stappato una bottiglia di vino. E poi ci siamo sbaciucchiati per ore.

·         Quella volta che un altro mio amico è venuto a trovarmi e ha provato ad emulare l’amico precedente.

·         Il mio primo giorno di lavoro in Bar Roma con Vanni, Walter e la Franci.

·         Quel viaggio verso Malcesine, in macchina con il Max e quella corsa per raggiungerlo, per dirgli quanto ero innamorata di lui, e lui che non c’era più.

·         Tutte quelle sere d’estate ad aspettare il Max davanti al cimitero di Castello e baciarlo fino a farmi diventare le labbra rosse. E poi addormentarmi con il profumo del suo gel.

·         Il Giovanni di Rosolina Mare, arrivato al momento giusto su quella spiaggia a salvarmi da quel bagnino burino.

·         Le poesie e i baci di Giovanni sotto le stelle.

·         Le serate con le mie amiche alla strada Una.

·         Quella volta che ero innamorata di Elia e ad una festa della Birra, mentre lo cercavo, gli sono caduta davanti.

·         Le telefonate pomeridiane con : Cicci, Vecchia, Lelli, ecc… e le lettere con la Cicci.

·         Quando la mia amica Lelli mi ha consegnato un bigliettino da parte di una certa ‘persona’… per la festa della donna. Un bellissimo bigliettino che tutt’ora conosco a memoria.

·         Anche il bigliettino seguente. E anche la lettera dopo.

·         Il tragitto in macchina verso il Gringo con il Mele e la Cicci a cantare “Ti vogliooooo beneeee non l’haiii miccaaaa capitoooooo”.

·         La vacanza a Folgarida in appartamento con Milo, la Betti e il Brio e quelle 48 ore passate sul divano.

·         La vacanza a Moena con le ammucchiate sul letto.

·         La vacanza a Rosolina Mare, passata a cercare di prendere un pupazzo a forma di polipo in una di quelle macchinette che devi afferrare le cose.

·         Regalare il polipo ad Enri e scoprire dopo mesi che lui l’ha regalato ad una ragazza.

·         Quella sera sull’Ibiza bianca di Enri ad ascoltare L’una per Te, di Vasco e a cercare di sputare sull’insegna della Coop.

·         La prima festa del Bar Roma al Posto delle Fragole e la corsa verso l’ingresso con Alan, la Niki e Vanni per la gioia di far parte di QUELLO staff.

·         L’estate 2002 e tutta la sua colonna sonora.

·         L’estate 2002 e le serate finite alle 2 di notte dal lurido a Guastalla.

·         Quella volta che MyLove entrò in Bar Roma e mi chiese un caffè.

·         Quel ragazzo che mi disse “per me resterai sempre la migliore”. Anche se non ho mai capito se è vero.

·         Il viaggio di ritorno dal concerto dei Subsonica con Morello, Pancio, Perol e la Rosi.

·         E anche “vedo le persone morte” dell’autogrill in cui ci siamo fermati.

·         Il concerto di Jack. Jack Johnson che un po’ mi ha cambiato la vita.

·         Quella volta che un mendicante mi aveva regalato una poesia su un pezzo di carta e io credevo mi avesse cambiato la vita.

·         Il profumo del mio Lago. Quello di pesce marcio proprio.

·         Il bacio al sorbetto. Alla birra. Al gelato. Al mojito. Al montenegro.

·         La via del Frullo.

·         Il terzo tornante dove andavo a fumare di nascosto al lago e dove una volta sono caduta in motorino.

·         Il mio viaggio in treno in solitaria verso il Lago. E verso Riccione.

·         La prima vacanza a Riccione da ragazzine con le simulazioni del 69 della Vecchia e della Vullina.

·         Quel giorno che davanti ad un negozio di surfisti a Malcesine, mi sono innamorata di un surfista.

·         Il giorno che un amico mi ha detto che gli piace come scrivo.

·         Il giorno in cui ho incontrato veramente @lbe.

·         E la buca che ho tirato ad @lbe prima di incontrarla dal vivo.

·         Il giorno che ho ricevuto una mail veramente bella che sapeva di porto, buona musica, estate, ricordi e complimenti.

·         Le risate da Pittarello con l’Ilaria.

·         Le risate su Dux Docet. Sempre con l’Ilaria.

·         Quando la Rosi mi ha scritto “Vieni a veder Vasco? Anche perché ti ho già preso il biglietto”.

·         Il sapore piccante in bocca contrastato dalla dolcezza delle Sangria.

·         Quando mi son resa conto di quanto sia bello vivere.

·         Quando prese dalla disperazione, al Lago, ci siamo messe a scrivere tutte le cose che ci facevano male sui sassi, e li abbiamo scagliati in acqua.

·         L’estate 2004 e gli argentini.

·         La foto che tutte le estati facciamo uguale io e la Sara: con la bocca aperta.

·         Quando Morello mi ha detto che non si vive di solo passato.

·         Quando un’amica mi ha rivelato che in realtà sono molto apprezzata proprio nel momento in cui ne avevo più bisogno.

·         Quando ancora guidavo e amavo giranzolare sola ascoltando Strade dei Subsonica.

·         Le sigarette in bagno alle superiori, che erano più buone siccome erano proibite.

·         Quando all’università, per il mio compleanno, avevano tappezzato la sala-studio di mie foto.

·         Le chiaccherate verso l’università con Danny.

·         Il lago. Il lago visto da Castello. Al tramonto. Il lago.

·         Il tragitto in metropolitana a Barcellona con la Cicci, la Simo e Mirko, a guardare ogni essere di sesso maschile.

·         Le sera in cui ho conosciuto il mio Scan, grazie al gioco della verità in spiaggia al lago.

·         Quella volta che mi han detto “ti sposerei”. Per poi capire che è un luogo comune.

·         Il giorno che mi sono resa conto che mettersi i tacchi e farsi carine in fondo è bello. Ma che soprattutto è bello sentirsi apprezzate.

·         I cornetti alla crema dell’Angolo.

·         La colazione con la Giuli, la Cicci e la Betti, in quell’autogrill sperduto dalle parti di Ravenna dove abbiamo pensato di comprare qualsiasi cosa acquistabile. E stavamo andando alla Duna, non tornando.

·         Il weekend alla Duna di questa estate, perché eravamo tutti insieme e perché mai come quest’anno stiamo così bene tutti insieme.

·         Io dietro le quinte di TRL che aspetto i Maroon 5, non come fan, ma come accopagnatrice ufficiale insieme a Sghedi e la Manuela di Universal.

·         Roberto Angelini che mi si inchina davanti al Fuori Orario quando scopre che sono io che gli ho fatto il sito. Ormai però non esiste più.

·         Le foto con i Subsonica, Ridillo, Paola & Chiara, Carmen Consoli, ecc…

·         I miei infiniti concerti dei Subsonica, che ogni volta sanno emozionarmi.

·         Quelle serate a dir cazzate con il Toffee e il Fabio, a raccontarci storie mai esistite. “Ma ti ricordi quella volta nel 1960 quando…”

·         Il profumo delle lasagne appena sfornate di mia nonna.

·         La gita in barca a vela in mezzo al Lago con la Sara e la Nadia.

·         Giuliano Sangiorgi che canta “Viaaaaaaaaaaaaaaa, Viaaaaaaaaa le mani dagli occhiiiiiiiiiii” a San Siro.

·         Giuliano Sangiorgi, Chris Martin, Samuel dei Subsonica, I Nucleo-tutti, John Mayer, Jack Johnson, … per tutte quelle volte che ho pensato “Zio boh, se va bene…”.

·         Pairini, Mou e Mordicchio, i miei gatti preferiti.

·         Questo istante in cui il mio capo mi ha detto: “A mezzogiorno usciamo e andiamo a farci di aperitivi”.

·         Il primo giorno in cui ho messo piede nella mia casina. E che non cambierei mai.

·         […to be continued…]

 

Se siete ancora qui… forse non vi ho addormentato.

Ci rivediamo il 1° settembre. Tanto lo sapete che vado a star bene. Anzi molto bene.
VADO A CASAAAAAAAAAAA! ;)

All of these lines across my face
Tell you the story of who I am
So many stories of where I’ve been
And how I got to where I am
But these stories don’t mean anything
When you’ve got no one to tell them to
It’s true…I was made for you

[Certe cose sono così e non puoi cambiarle. Basta prenderle con maturità. Eppure non capisco perchè certe persone ... ne siano spaventate].

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