Non si può sempre perdere
per cui giochiamoci.
Ilaria: “…ma forse il problema è che non ti butti?”
Uaz: “…fosse quello il problema, veramente, non ci sarebbe problema”.
Non mi butto tanto. Lo ammetto.
Ma quando sono convinta che ne valga veramente la pena, vado.
Senza troppi indugi.
Quello che non ho fatto.
C’è uno a Barcellona che forse pensa che sono una pazza.
Per esempio.
E il problema, il problema, è il mio arrivare sempre in ritardo.
Arriva sempre qualcuna prima di me.
Qualcuna che -boh- chissà da dove se ne esce.
E io, che odio i ritardi e ritardatari, mi chiedo se mai arriverò anche io in orario? Almeno una volta.
Una.
…come a dire, almeno una volta, me la date anche a me la possibilità di giocarmela?
Bha.
Che poi, non è che è colpa mia, cioè non è che sono io che sono sbagliata, che sono brutta, che arrivo al momento sbagliato, ecc. … però basta.
Comincio a pensare siano solo scuse.
Come quelli che ti dicono di rimanere come sei, che tutto si sistema, quando invece devi dare il meglio. Il meglio di te.
Per un po’, comunque, inizia lo sciopero dei salti nel vuoto.











3 Commenti
Novembre 10, 2009 alle 8:00 am
A me piaci così come sei e non credo che sia tu a dover cambiare ma gli atri ad aprire gli occhi e capire che non sei bella solo fuori ma c’è molto di più da scoprire.
Ti conosco ormai da anni e ti apprezzo a parte bel il sorriso che comunica allegria ma perchè ti ritengo intelligente e sensibile.
Non ti dico questo per adularti ma perchè lo penso davero.
Bacioni :-****
Novembre 10, 2009 alle 12:12 pm
che fica la foto!
Novembre 12, 2009 alle 9:38 pm
cacchio… devi essere me, sì. Mamma mia quanto ti capisco, le stesse identiche parole mi ripeto sempre.
ma ce la faremo… sìsì