L’equazione del mio caos.

…se e’ vero che l’incontro di due persone genera sempre reazioni che le cambiano entrambe, cosa accadrebbe a noi due se ci incontrassimo veramente?
Se ci parlassimo adesso?
Chi sei, come sei senza me?
E come saresti dopo il nostro incontro?
E io, cosa cambierebbe nella mia vita?
Cosa diventerei che ora non sono?
Oggi con queste domande non sarei andata da nessuna parte se non ti avessi visto almeno il tempo di un istante.
Potresti essere la mia perdita di equilibrio.
L’equazione del mio caos.

[Il giorno in più – F. Volo]

E io sabato volo a vedere gli Apres La Classe al Fuori Orario (che piacerebbe sicuramente all’@lbetta mia…)!
Vi amo.

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7 pensieri su “L’equazione del mio caos.

  1. The Pres' ha detto:

    Oh, Collega! Come ti capisco!!!
    Qua tutti se non c’hanno la fiata c’hanno la puzza.
    Quella propria e tipica di chi non ha un cordiale rapporto acqua e sapone in genere.
    Non so mica come fanno questi tipi qui eh? non lo so proprio.
    P.S. Metto a decantare un rosso piceno per accostarlo all’erbazzone e ti aspetto stasera per festeggiare la fine di questa settimana lavorativa.
    Bacetti sparsi.

  2. gio_moloko ha detto:

    eccomi qua
    scusa il ritardo ma sono andato in brasile a raccogliere i chicci di caffè. li avevo finiti e così sono doivuto andare a fare la scorta.

    ecco quindi il tuo caffè.

    cara uaz e chi ce la fa più? qui in ufficio è il delirio.
    dopo aver risolto i problemi dello switch di rete è andato in palla il server principale.
    risolto quello le stampanti di rete hanno cominciato a fare le bizze e come se non bastasse sulla mia scrivania si sono accumulate una trentina di pratiche “urgenti” da evadere.
    per fortuna non sono particolarmente stressato, altrimenti avrei già dato di matto.
    per fortuna c’è il cd dei radiohead (hail to the tief, il penultimo) a tenermi compagnia.

    quasi quasi sai cosa faccio, vengo qui con una raccolta di montale e mi abbandono alla sua poesia

    anzi già che ci sono:

    “Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
    e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
    Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
    Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
    le coincidenze, le prenotazioni,
    le trappole, gli scorni di chi crede
    che la realtà sia quella che si vede.

    Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
    non già perchè con quattr’occhi forse si vede di più.
    Con te le ho scese perchè sapevo che di noi due
    le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
    erano le tue.”

    Eugenio Montale, Satura, Xenia II

  3. wood ha detto:

    1° la canzone sopra mi fa IMPAZZIRE!

    2° proprio Ieri sera mi sono imbattuta nel pezzo tratto dal libro di Fabio Volo che hai postato!
    Le coincidenze!!

    Ti consiglio un libro molto easy e divertente che so facendo leggere a tutte: “Biscotti e sospetti” di stefania Bertola ( Torinese) ti piacera0′ perche’ tu sei come il libro: DIVERTENTE!!

  4. @lbe ha detto:

    gli Apres la Classe li ho sentiti&ballati (soprattutto ballati) al concertone del 1° maggio…da pauraaaaaaaaaaaaaaaa!
    Il libro di Volo detta chicche in ogni pag.

    vuoi volare a Berlino?
    passo tra 10 minuti con le mie ali magiche! 😛

    baciussssssssss,@lbe

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