La mia Novellara violata.

Una mattina ti alzi. Come tutte le mattine ti alzi.
Vai in bagno, ti guardi allo specchio e vedi la stessa persona.
La stessa persona di tutti i giorni.
E sicuramente pensi “potrei anche essere una persona migliore”.
Poi ti lavi la faccia e questo pensiero scivola giù nello scarico con l’acqua.
Ti vesti e -magari- non fai nemmeno caso al profumo di pulito dei vestiti nuovi. E neppure all’aroma di caffè della Moka che viene dalla cucina.
Ed esci di casa, incurante del sole che ti bacia la faccia e del profumo di primavera che ti sta entrando nelle vene.
Distrattamente saluti qualche conoscente ed eviti di parlare con qualcuno ripromettendoti che lo farai domani.
Pranzi velocemente guardando la Tv senza rivolgere una parola a chi è seduto di fianco a te.
E -come tutti i giorni- sicuramente non dirai una cosa che andava detta. Non farai  una cosa che andava fatta. Non sorriderai nel momento giusto. Non rischierai quando è il momento di rischiare. Non eviterai di dire una bugia. E tantomeno non dirai scusa, ti voglio bene, mi dispiace, ti amo.
Farai esattamente tutte queste cose.
Minuziosamente le metterai in ordine.
E vivrai serenamente come tutti i giorni.
Finchè, passeggiando sotto i portici, uno STRONZO non deciderà che QUELLO deve essere l’ultimo giorno della tua vita.
Ti guarderà mentre la tua espressione comincerà a cambiare. Ti guarderà negli occhi mentre vedi tutte le cose che avresti potuto fare. Tutte le cose per cui vale ancora la pena vivere. Lui vedrà la tua faccia ammettere che, SI, potevi essere una persona migliore ma che non capisci più cosa possa essere migliore.
E poi ti lascerai andare.
E non ci sarai più.
Sarai un ricordo, un affetto mancato, una foto dentro ad una credenza, un dolore che giorno dopo giorno fa sempre più male. Sarai terra. Cenere. Un piastra di marmo con foto e fiori. E sarai sempre quello a cui hanno sparato in piazza a Novellara.

E allora, se l’avessi saputo, non avresti annusato la camicia nuova stamattina? Non ti saresti presto 5 secondi per amare il profumo di caffè? Non ti saresti fatto baciare dal sole? E quante altre cose avresti fatto?

Ti porterò un fiore perchè -a volte- la vita non ci lascia il tempo di pensare.

E TU, che faresti?

[scritta ieri sera “di getto” dopo aver sentito della notizia]

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8 pensieri su “La mia Novellara violata.

  1. gialloeviola ha detto:

    Bell’articolo, non so da dove vieni ma da me a Bologna, si rimanda tutto. Ci sono amici che devo chiamare da un anno almeno, cose che devo fare da una vita eppure torno a casa stanco, travolto dai mille stimoli della città, dai mille pensieri e senza aver fatto una sola cosa di tutto ciò che mi è passato alla mente. L’università è diventata una corsa tale che dopo ogni esame non so nemmeno cosa stavo studiando.
    In un libro ho letto che almeno una volta al giorno dovremmo pensare alla morte, questo dovrebbe ricordarci che tutto potrebbe finire da un momento all’altro. Spero di imparare col tempo ad assaporare ogni prezioso secondo.

  2. Ami ha detto:

    Penso che dovremmo assaporare le cose swemplici di ogni giorno, anche quelle che ci sembrano trascurabili,perchè si possono perdere in un seconso.
    Bellissimo post Uaz che dovrebbe farci riflettere.

    Non sapevo che da voi le castagnole sono le favette, qualunque sia il loro nome sono sempre buone!
    Un bacione :-*

  3. campanellino ha detto:

    Dall’anno scorso, da quando beh lo sai, io mi sforzo di fare tutte le cose per bene come hai detto te, gioendo per le piccole cose… lo dobbiamo a noi stessi, a chi non c’è più e a chi ci sta accanto.

  4. jetro ha detto:

    ma almeno qualcuno lo sa perchè sto coglione si è messo a sparare?? io proprio non capisco… eppure uno viene a vivere nella bassa perchè non succede mai niente… è proprio cambiata l’aria…

  5. Uaz ha detto:

    SEMBRA… perchè ha qualche mania di persecuzione. Ti dico solo che era mio cliente fisso quando lavoravo in Bar Roma: cannellino, goccino di acqua frizza e caffè leggermente basso. Bha.

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