Io ci credo in quel che voglio e forse voglio farmi male.

Dopo le feste.

E quando tutti se ne andavano e restavamo in due tra bicchieri vuoti e portacenere sporchi, com’era bello sapere che eri lì come una corrente che ristagna, sola con me sull’orlo della notte, e che duravi, eri più che il tempo, eri quella che non se ne andava perché uno stesso cuscino e uno stesso tepore ci avrebbero chiamati di nuovo a svegliare il nuovo giorno, insieme, ridendo, spettinati.

[Julio Cortazar]

Avete presente quella sensazione “finalmente a casa“?
Quella cosa che ti prende dentro, che la senti veramente nelle vene.
Un profumo. Un dettaglio. Un brivido. E all’improvviso “casa“?
Ecco.
Sono convinta che ognuno abbia il suo “finalmente a casa“.
C’è chi ce l’ha sparso nel mondo tra Thailandia, Maldive, Costa Azzurra.
Chi ce l’ha a casa. Nel paese di sempre. Con le storie di sempre.
E dove il velocissimo avanzare dei giorni, sembra lento. Lentissimo.
Che quasi sembra non cambiare mai lei cose. Quando invece le cose cambiano. Eccome se cambiano.
Sono solo gli occhi ad essere stanchi.
O forse solo il cuore. Chissà.
In ogni caso, dicevo, io questa sensazione la provo quando arrivo a Brenzone. E’ come se un’onda mi travolgesse e mi lasciasse in apnea. Mi sento senza fiato. Come se tutto il resto non avesse importanza.
In quel posto riesco a trovare il mio equilibrio.
E riesco a diventare più tollerante verso l’ignoranza. La stupidità. L’incoerenza. Tutto.

E ieri sono andata a correre nelle campagne di Novellara.
Tra campi incolti, case abbandonate e fossi.
E ho scoperto che i fossi, a primavera, odorano come di Lago.

Ho smesso di correre.
Ho messo la canzone qui sotto nell’iPod.
E ho cominciato a camminare a braccia aperte fissando il tramonto -bellissimo- davanti a me.

Per un momento mi sono sentita come a “casa“.
Come a Brenzone.

E posso anche accettare che “la verità è che non gli piaci abbastanza“.

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7 pensieri su “Io ci credo in quel che voglio e forse voglio farmi male.

  1. micchan ha detto:

    eh, spero che un giorno arrivi anche da me questa determinazione, pazienza, costanza ecc… che permette di dire :” adesso lo faccio davvero!” —> sono un eterna indecisa…sob!

    pS: però l’odore dei fossi paragonato a quellod el lago, spero che fosse “poeticamente parlando”….lo spero x il lago!!!!! 😛

  2. gloria.mac ha detto:

    uh.. che fine ho fatto.
    Ci sono un pò di problemi al lavoro, un collega che molto probabilmente se ne andrà, e mille nuove responsabilità da prendere. Oltre a delle decisioni da prendere, ovvio.
    Insomma sono qui immobile e aspetto la fine di questa settimana per capire in un secondo momento come muovermi.
    Perchè non so cosa succederà nei prossimi giorni, so solo quello che NON voglio fare. Perchè già a causa del mio lavoro sto male e non è il caso di aumentare ansie e pensieri con le responsabilità di cui sopra.
    Quindi non sono finita da nessuna parte, o forse non ho voglia di far sapere al mondo cosa penso, perchè tutto ciò non ha molto senso in questo momento.
    “guardo immobile la vita d’altri che mi rifletterà come un viaggio a metà”
    bacibà 😀
    p.s. redentore con i subsonica? vieni a fare un salto a venezia il 18 luglio?

  3. Pap' ha detto:

    Direi che dovremmo, si.
    E che forse c’è talmente tanto da dire, scrivere, che uno il tempo non ce l’ha, che poi deve farlo di fretta mentre per queste cose la calma è sostanziale 🙂
    Caffettino di metà pomeriggio sulla tua scrivania…

  4. Antonello Umberto ha detto:

    Farsi male non è forse la cosa peggiore da volere. Pensa che c’è chi vuole il bene provando il male, questo è ben più peggiore.
    Comunque grande citazione di Cortázar.
    Un saluto.

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