The apple never falls far from the tree.

Ma ti sbagli se pensi che le gioie della vita vengano soprattutto dai rapporti tra le persone.
Dio ha messo la felicità dappertutto, è ovunque, in tutto ciò in cui possiamo fare esperienza.
Abbiamo solo bisogno di cambiare il modo di guardare le cose.

[Into the wild]

Il mio amico Luchi1, sostiene che non si può piacere a tutti.
E io gli rispondo: si però, cavoli, almeno ad uno!?!?? No?
E qui, nascono le solite frasi di rito: ma figurati se non hai nessuno che ci prova.
Ma il problema non è ‘quanti’ ci provano.
Il problema è sempre trovare uno che ti corteggi di più che per quella mezz’ora con un mojito in mano, musica a tutto volume e occhio sguardingo all’orizzonte, per avere sempre l’alternativa.
Il problema è trovare uno che ti corteggi veramente perchè sei tu. Non perchè sei lì in quel momento.

Il mio amico Luchi2, sostiene che io potrei avere chi voglio.
Interessante affermazione, degna di studi scientifici. Potrei avere chi voglio, potrebbe essere una frase interrotta: …se civetti un po’ di più.
Potrebbe essere il pezzo mancante.
E invece scelgo di essere naturalmente quella che sono, che non ammicco anche agli sgabelli e ai bicchieri vuoti di mojito. Quella vestita carina, ma mai vestita alla perfezione. Quella che cammina pure male sui tacchi e probabilmente ha la femminilità di cactus.

Il mio cliente ilqualenonricordoilnome, sostiene che se avesse 30 mesi di meno [anni?] mi corteggerebbe. Santo cielo, grazie, almeno uno.

Ma allora perchè…

…uno è sparito nel nulla per uscire con una più datata. Di me. Di lui. [ma fortunatamente non avevo grosse aspettative].

…uno è sparito nel nulla dopo che gli chiesto di andare a prendere un gelato, avermi detto si e avermi riconfermato si.

…un altro mentre mi stavo legando, si è fidanzato con un’altra. E ora mi dice facciamo due chiacchere, e poi non è vero. E non sparisce. Non appare nemmeno.

…un altro è là. In quella bellissima città. E gli ho scritto solo che l’ho visto e che sono successi tanti segni del destino e che l’ho rintracciato. E che mi piace. Così. Colpo di fulmine. E niente. Non risponde.

…un altro, smuove mari e monti per avere il mio numero. Ci sentiamo, ci sentiamo… e che tanto io stavo bene come stavo perchè lo vedevo IMPOSSIBILE e ora… sparito. Pouff.

E la cosa bella è che con tutti non è mai iniziato nulla.
Non riesco a capire se sono tutte parole al vento o se sono io che vedo cose che non ci sono.

La mia amica Lelli, sostiene che bisogna mangiare tante mele marce prima di arrivare a quella buona. E che ha fatto così anche lei.

Sarà.

Sarà che intanto mi metto qui sotto all’albero all’ombra in attesa che la mela cada dall’albero. Anche perchè mi stanno venendo i calli alle mani a forza di arrampicarmi per prendere quelle che mi sembrano buone.

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2 pensieri su “The apple never falls far from the tree.

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