Write me a song.

“a che serve poi parlare
per spiegare e intanto, intanto noi
corriamo sopra un filo, una stagione,
un’inquietudine sottile.”

— Vinicio Capossela – Non è l’amore che va via

“Cosa vorresti per il tuo compleanno?”

Niente.
Niente perchè quello che vorrei io, non lo si può avere.
Non lo si può avere, così, come si può volere un cd, una maglietta o una crema che promette di far sparire tutte le imperfezioni.

No.

Vorrei tanto qualcosa di inaspettato.
Una sorpresa. Un sorriso. Un pensiero gentile. Un fiore raccolto. Un bigliettino scritto a mano. Un abbraccio. Tre baci dati e presi. Una torta morbida alle mele. Una tazzona di ginseng. Un divano. Luce morbida che sa di casa. Chiacchere. Risate. Bacini. Una telefonata inaspettata. Una benda sugli occhi. Qualcosa da annusare.

Ma non posso permettermi il lusso di rimanere delusa.
Non posso permettermi il lusso di pensare di meritarmi qualcosa.

Per questo, sabato mattina, partirò per Dublino.
Il mio regalo per me.
Con una scatola di candeline con scritto Happy Birthday.
Alone as I am.
Senza aspettarmi niente.
Senza pretese.
Un puntino in mezzo ad una grande città.

E domenica voglio andare a vedere le foche.
A Howth.
Ecco. Il mio regalo per me.
Sarà una splendida giornata come le altre.

Perchè quello che voglio è festeggiare senza far rumore.

E se farò una cena, al mio ritorno, è solo per circondarmi delle persone a cui voglio più bene.
Si.

Ho troppa voglia di conoscere cose nuove.
Persone nuove. Usanze nuove.
Mondi nuovi.
Nuove città.

Ho troppa voglia di andare.

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7 pensieri su “Write me a song.

  1. Ami ha detto:

    ^___^ ^____^ ^____^

    :-*************

    Vorrei regalarti molto di più ma ti devi accontentare dei miei sorrisi a 64 denti e tanti bacioni!
    Buon viaggio Uazzina e salutami la splendida Dublino anche da parta dei miei amici Patrick e Grace!
    ^___^ ^___^ ^___^

  2. @lbe ha detto:

    La maggior parte di noi si porta dentro, da sempre, un viaggio, che non è una semplice visita o una vacanza, ma un sogno. E va crescendo a poco a poco, costruendosi una delicata architettura. E’ un’amabile malinconia, che sviluppiamo con un complicato processo: senza voli aerei, senza tempo, senza soldi. Dalle palpebre verso dentro.

    —Maruja Torres

    Ti lascerò sulle rive del fiume Liffey del calcestruzzo in regalo. Perchè la tua architettura sia solida e sognante! Ti abbraccio con il cuore.

  3. camp* ha detto:

    Credevo di passare di qui e trovarmi la tua personale wish list, e invece mi hai sorpreso.
    Perchè non c’è regalo migliore che quello fatto da noi stessi a noi stessi.
    Auguri cara Uaz e buon viaggio =)

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