Comptines d’un autre été

“La gente è strana: si infastidisce sempre per cose banali, e poi dei problemi gravi come il totale spreco della propria esistenza, sembra accorgersene a stento.”

Charles Bukowski

E all’improvviso ho deciso di sistemare la mia vita.

Stavo rientrando dal lago.
Guidavo con quella strana sensazione di malinconia che ti assale quando torni da un posto che ti piace. Anche se sai che ci ritornerai presto. Quella sensazione che è come se sapessi benissimo quello che hai appena lasciato.
E poi anche un po’ di tristezza.
E un po’ di perchè.
Una valigia di vestiti e una di perchè.
Perchè, poi, il più delle volte i perchè si risolvono in un:
“perchè è così”.
Perchè certe cose le devi prendere come vengono.
Che un significato non ce l’hanno.
Anche se muoriamo dalla voglia di darglielo.

E dovrebbero essere belle così.

Invece no.
Diventano perchè.

E mentre portavo a casa la malinconia e tutti i miei perchè, un fottuto stronzo di merda ha pensato bene di sorpassare in curva. Et voilà, dietro alla mia curva, un bel frontale mi stava aspettando.

Fortunatamente non andavo forte.
Fortunatamente ho fatto in tempo a frenare.
Fortunatamente ora sono qui a scriverlo.

E sono scoppiata a piangere.
In un istante ho realizzato.

Ho realizzato me.
I miei genitori. I miei amici.
Il mio lago.
Il sole.
L’estate. Il caldo.
L’anguria.
Le fotografie.
Il gelato alla fragola.
L’erba bagnata sui piedi.
Il profumo del lago.
La birra.
Le parole.
Le risate.
I pomodori.
I tramonti.
Le stelle.
Il suono della chitarra.
Gli abbracci.
Il mare d’inverno.
La musica. Cantare.
Scrivere. Ascoltare.
Ballare. Ridere. Urlare.
Saltare. Correre. Giocare. Nuotare.
Baciare. E baciare.
Si baciare.
Quanto avrei voluto baciare.

E tutte quelle cose non ho ancora fatto.
E tutte quelle cose che voglio ancora fare.

E ho capito che è il momento di riordinare la mia vita.

Ho iniziato stasera.
Ho sistemato e pulito la mia casa.

Se voglio fare ordine dentro di me devo partire da quello che mi circonda.

E poi mi sono comprata uno smalto rosso corallo.
Non che io ami molto le unghie colorate.
Ma voglio le unghie rosso corallo.

Voglio riordinarmi.

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6 pensieri su “Comptines d’un autre été

  1. J. ha detto:

    l’importante è riportare sempre a casa la pellaccia…

    l’ordine è solo un momento di lucidità, poi passa e si ritorna a sguazzare nel “solito”

  2. Emiliano ex Lian Dyer ha detto:

    hai consumato il tasto del punto sulla tastiera e a me si è staccato un tasto freccia per leggerti, sul serio.
    Non si capisce chi o cosa avresti voluto baciare, ti ricordo che è un verbo transitivo, non è come piovere. 🙂 ma non sono fatti miei, cioè non penso che tu volessi mandare un bacio ai tuoi lettori, l’importante è che stai bene, e che sta bene la malinconia che occupava il sedile lato passeggero e i perché sul sedile posteriore. C’hai un kwlo invidiabile, detto alla romana, dammi i numeri del superenalotto. Abbraccio… ops, scusa, ti abbraccio.

  3. gloria.mac ha detto:

    eccomi.
    tornata dopo lunga assenza.
    voluta dalla mia mente che non diceva nulla di interessante.
    Comunque so che intendi, io ho pensato a tutto quello che hai scritto nell’incidente di due anni fa. Mentra mi schiantavo a 130km/h. E sono qui.
    E sono più leggera.
    Ovviament più incasinata. Ma più leggera.
    Come stai uazza? ^_^

    glow.

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