Gay a parte.

“Stavano cercando di contagiarmi con l’arma batteriologica del secolo: IL TEDIO. Quella che ti convince che aspettare di vivere è meno faticoso di vivere.”

Stefano Benni, Margherita Dolcevita

Entro in questo locale. Siamo in 3.
Io, versione spiaggia. Dalla serie che non me ne può fregare nulla del mondo io-sono-abbronzata-e-felice.
Lei, la mia collega bassina simpaticissima. E lui, il mio collega adorabile.
Dico entriamo in questo locale.
E’ una festa di commessi. Cioè tutti i commessi di Parma si divertono.
In realtà H&M -che sta di fronte- ha attraversato la strada.
E nessuno si diverte. Ovviamente.
Il look è impeccabile: pantaloni a culo-fiappo e camicia boscaiola per gli uomini.
Ah, immancabile il ciuffo un po’ Elvis come va ora. Si sa.
Le donne. Beh. Dico. Trionfo di Vuitton finte abbinate a pantaloni a culo-fiappo.
E tutto un “uhhhhhhhhhh” “ahhhhhhhhh” “ehhhhhhhhhh”.
I miei colleghi impazziti. E la fiera degli ormoni impazziti.

Io sorseggio il mio Rossini e con gli occhi quasi lucidi:
“…ma è un problema se non ce n’è uno che mi piaccia?”
“Gay compresi?”
“già!”
“…si”

E’ un problema. Si.
Devo tornare a FV.

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Un pensiero su “Gay a parte.

  1. @lbe ha detto:

    è bellissimo che non ci sia nessuno che ti piaccia o meglio è scontato; tu sei la Uaz mica una da Luisa sotto braccio! 🙂 Bacioooooooooo

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