Love > Hate

“Si vive di ricordi, signori, e di giochi, di abbracci sinceri, di baci e di fuochi, di tutti i momenti: tristi e divertenti, e non di momenti tristemente divertenti.”

CapaRezza (Fuori dal Tunnel, 2003)

Nella maggior parte dei casi, credetemi, gli uomini non ci arrivano.
Roba che te ne stai sdraiata come una sirena, pronta ad ammaliare il tuo marinaio e lui … lui beh niente. Non è solo questione di preferire le trote, i lucci o le aringhe, alle sirene. E proprio questione che ci sono marinai che non sanno pescare nemmeno in una vasca di pesci rossi.
Le donne, invece, sanno bene come fare finta di non cogliere.
Io ci campo così.
Quanti mezzi inviti. Quante mezze frasi, lasciate lì. A galleggiare.
Meglio far finta di non capire. Tanto sono bionda e mi riesce benissimo la parte.
Mi piace misurare le persone.
Vedere se stanno lanciando una rete oppure L’amo.
E così lascio tutto in sospeso.
E il più delle volte, sono -solo- riuscita ad uscire da una rete. Tirata male oltretutto.
Forse dovrei smetterla di giocare.
Ma amo pensare di essere un pesce in mezzo al mare.
E non un pesce rosso. Di quelli che si vincono in fiera.
Chi non ha mai vinto un pesce rosso?
No ecco. Preferisco immaginarmi in mezzo al mare.
Che appena mi va, torno verso riva. Per scegliere a che L’amo appendermi.

Meglio andare a surfare intanto.
Perchè certi segnali è inutile lanciarli.

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