“Sai il tipo?”
“Quale?” “Dai quello che ti dicevo… quello di cui mi sono innamorata” “Eh, quale dei tanti?” “Come quale dei tanti? [mmm] …comunque quello che ho intravisto a Barcellona”
“Eh…si si ho capito” “Ecco gli ho scritto”
“Brava! Così si fa! Giocale tutte le tue carte” “Eh si. Il problema è che non ha risposto”
“…mmmmm che palle questi non-sognatori” ” Veramente”
“…” “…però non è vero che mi innamoro di tutti!!!”
“Ma lo dici sempre…” “…ma si. Perchè io sono spontanea e lascio che le emozioni momentanee prendano il sopravvento sulla ragione. E sulla parola. Ma non mi innamoro di tutti”. “ehin..” “…mi innamoro per 5 minuti. per giorni. mesi. anni. Dipende.”
Devo smetterla con la spontaneità.
Perchè poi nessuno mi crederà quando mi innamorerò veramente.
Capire il vento, la ragione, il momento.
Spogliarsi di ogni incertezza, inseguire un canto.
Anche se per gli altri sarà follia.
Sono talmente single che mi vergogno a comprare i cetrioli [o gli zucchini, a dirsivoglia...] al supermercato.
Mi avvicino furtiva, facendo finta di voler cogliere un giovane e fresco finocchio femmina, e poi -zac- afferro un bel cetriolone e lo metto nel sacchetto.
Ma mentre appoggio il mio sacchettino sulla bilancia sento, dietro di me, gli occhi indiscreti della gente.
Della gente che crede di sapere chi sono.
Sento i loro occhi dire:
“Guardatela… è talmente single che le tocca comprare cetrioli e zucchini”.
“Ho sentito dire che ha già un gatto. Poverina dovrà sentirsi sola”.
“…i vicini dicono che spesso la sentono parlare da sola. Forse ha disegnato un amico immaginario sulla parete di casa. Tipo Cast Away”.
Eppure mi piacciono così tanto i cetrioli in insalata di pomodori.
E anche gli zucchini. Mica li mangiavo prima.
Ma sapete quante cose cambiano? Tante.
Da quando sono stata a Barcelona, mangio anche Melanzane e Guacamole.
Eh…il Guacamole.
Eh… Barcelona.
Da quando sono stata a Barcelona, tutto mi sembra superfluo.
Da quando sono stata a Barcelona, voglio viaggiare.
Da quando sono stata a Barcelona, faccio Invia/Ricevi.
Da quando sono stata a Barcelona, cerco segni che non ci sono.
Anzi. Ci sono. Sono lì. Ma forse non stanno a significare nulla.
Eppure -da quando sono tornata da Barcelona- spero, spero, spero, spero e a volte prego. Prego di leggere 1. E poi un nome. E poi qualcosa di bello.
Prego.
In silenzio.
Anche davanti ai cetrioli.
Mi metto in ginocchio davanti al frigo, apro il cassetto inferiore “Frutta & Verdura”, e prego. E spero.
E spero -un giorno- al supermercato, mentre peso due cetrioli e sentirò gli occhi della gente che crede di conoscermi, dire:
“…patetica, ora un cetriolo non basta più”
…di potermi girare, impugnando un cetriolo a destra e uno a sinistra e dire:
“Patetici voi. Io adesso vado a casa a preparare lo Tzatziki per la mia buonissima cenetta a due. E poi farò anche l’amore. E voi?”.
E poi fare l’amore veramente l’amore.
Mangiando. Cucinando. Parlando.
Fare veramente l’amore con una persona che abbia il mondo dentro.
Che io ci metto il sole.
Aspetto te. Lui. Noi. Me.
Non lo so. Aspetto un’idea di qualcosa che non c’è.
Aspetto qualcosa che non c’è. Ma che ci può essere.
E questo mi fa meno male che non aspettarmi niente.
Sognare mi fa meno male.
Sognare e svegliarmi, mi fa meno male che dormire e basta.
Voglio pensare di poter essere tutto.
Così come sono. E anche l’esatto contrario.
So che e’ deciso gia’
Da mani che hanno fame di andar via
C’e’ cosi’ poco intorno a te
Che lo rivuoi
E non e’ speciale ma e’ per te
E non sa di niente ma di te
E a volte mi chiedo dove possano finire certe cose.
Non possono sparire così nel nulla.
Come quando coltivi un’amicizia.
Giorno dopo giorno.
E poi un giorno, non capisci più.
C’è ancora?
E’ cambiata?
E perchè?
E mi chiedo come possa cambiare un’amicizia.
Solo in base all’esserci o non esserci.
Solo in base alle scelte della vita.
No. Non credo che certe cose possano sparire.
Non stiamo parlando di brividi.
Brrrrrrr, una sensazione improvvisa e via. Pufff.
Tutto finito.
No. Qui parliamo di graffi.
Le amicizie sono cicatrici sul cuore.
Cicatrici di graffi. E quando cambia il tempo, le senti.
Le senti pulsare. E fanno male.
Ma poi passa. Passa sempre.
Vorrei pensare che ci siano persone che sappiano volermi bene in qualsiasi modo. Tempo. E posto. Perchè non si è mai abbastanza lontani dal cuore.
Mi piace crederlo.
Anche se ci sono giorni, come oggi, in cui mi spaventa poter pensare che per alcuni non sia così.
Vorrei pensare che ci sono persone che siano felici nel sapermi felice.
Pappa: ma si che ti frega? Una come te, cosa ci resta a fare a Novellara?
E se lo dice l’unica persona che io abbia mai amato.
L’unica che mi conosce e mi ama anche al mattimo alle 7.
L’unica che sa apprezzarmi nonostante tutto.
Allora perchè non dovrei crederci?
Non credo che con tutte le persone che popolano questo mondo, Dio abbia messo la mia metà proprio sotto prefisso 0522. Sarebbe un miracolo.
Non vi pare?
Voglio amare perchè amo, non perchè mi serve.
Voglio condividere per il piacere di farlo, non perchè devo farlo.
Voglio sposarmi in un qualche modo, non perchè ho l’età per farlo.
Voglio guadagnare dei soldi per vivere, non perchè bisogna accantonare soldi e titoli.
Voglio parlare, ascoltare e annusare persone, perchè mi interessa cosa devono dire.
Voglio stringermi in un abbraccio perchè mi manca un amico/a, non solo perchè per convenienza usciamo sempre insieme.
Voglio pensare alla mia vita come un brivido a fior di pelle.
A me piacciono le persone che hanno quella strane luce di leggera follia negli occhi.
Quello sguardo che ti apre un mondo di colori, suoni, sapori.
Di vita.
A me piacciono le persone senza un perchè.
Quelle persone che fanno le cose.
Così. D’istinto. A spanne.
Quelle persone che sognano. Fanno. Brigano. Cambiano. Ridono. Piangono, ma mai di tristezza. Mescolano i momenti belli a quelli brutti, per fare sembrare quelli brutti meno brutti. Annusano. Amano. Si innamorano.
Quelli a cui basta una sensazione a pelle per innamorarsi.
Quelle persone folli, ma rispettose.
Quelle persone che ti ascoltano. E lo fanno veramente.
Calme. E poi pazze.
Folli, appunto.
Penso che la follia sia la normalità della vita.
L’entusiasmo giusto per affrontare la vita.
Perchè bisogna essere folli a fare le scale di corsa cantando.
Bisogna essere folli a farsi flippare a destra e sinistra per cercare il proprio posto nel mondo.
Inseguendo segni del destino che esistono.
A volte veramente. A volte no.
A me piacciono le persone così.
E un po’ mi piaccio anche io.
Video girato sul TIBIDABO, posto più bello che ho visto a Barcellona.
Porque tanto perderse tanto buscarsa sin encontrarse me encierran los muros de todas partes.
Barcelona te estás equivocando no puedes seguir ignorando que el mundo sea otra cosa y volar como mariposa.
Barcelona hace un calor que me deja fría por dentro con este vicio de vivir mintiendo que bonito seria tu mar si supiera yo nadar.
Barcelona Y mientras está llena de cara de gente extranjera, conocida, desconocida … y vuelta a ser transparente.
No insisto más Barcelona si no es cosa de tus ritos (o gritos?) tu laberinto extrovertido.
No he encontrado la razon porque me duele el corazon porque es tan fuerte que sólo podré vivirte en la distancia y escribirte una cancion.
Te quiero Barcelona.
Barcelona es poderosa.
[Barcelona - Giulias y Los Tellarini]
Un viaggio, non è soltanto un viaggio.
Un viaggio deve -prima di tutto- essere un viaggio dentro se stessi.
Sguardi. Sapori. Profumi. Colori. Sensazioni.
Assorbire tutto. E renderlo proprio.
Sentire un luogo dentro.
Questo è un viaggio.
Un viaggio, non ha mete perfette.
Basta aver voglia di guardare. Vedere. Imparare.
Un compagno di viaggio perfetto, rende un viaggio perfetto.
Una persona che sappia entusiasmarsi nello stesso modo.
Una persona con cui puoi programmare tutto. E fare tutt’altro.
Un viaggio è Raul.
Ragazzo di Asti, affetto da osteoporosi in carrozzina, che nonostante tutte le sue difficoltà era a Barcelona. Solo. E senza sapere nulla di Spagna e spagnolo.
Un viaggio è musica.
Musica di strada che ti accompagna, strada dopo strada nel tuo viaggio.
Un viaggio è capire quanta gente interessante c’è al mondo.
Quanti sguardi. Quanti brividi.
Un viaggio è saltellare da Barceloneta alla Ramblas cantando “I’m singing in the rain…” sotto il sole. E non sentirsi pazzi. Ma vivi.
Un viaggio è uno sguardo improvviso.
Davanti ad uno spritz. E innamorarsi. Di Guido -mai conosciuto- e di tutti i Guido di Barcelona.
Un viaggio è l’emozione per le coincidenze.
Coincidenze che ti fanno pensare. Che ti danno coraggio di osare.
Perchè ci sono cose che succedono così, per un motivo e per un brivido e basta.
E non so come altro definirlo, questo viaggio.
Perchè se dicessi che amo Barcelona e che voglio trasferirmi, sarebbe l’ennesima cosa che amerei. E che vorrei fare. E non vorrei essere banale.
E i bicchieri erano vuoti
e la bottiglia in pezzi
E il letto spalancato
e la porta sprangata
E tutte le stelle di vetro
della bellezza e della gioia
risplendevano nella polvere
della camera spazzata male
Ed io ubriaco morto
ero un fuoco di gioia
e tu ubriaca viva
nuda nelle mie braccia
[Jacques Prévert - Fiesta]
Allunga la mano.
Sposta i tuoi confini.
Fallo come se usassi lo Smudge Tool.
E non aver paura di sbagliare.
Perchè anche se non ti è più concesso fare Ctrl+Z, può venirne fuori qualcosa di ancora più bello di quello che avevi in testa.
Solo che ancora non riesci a vederlo.
Ad immaginarlo.
Ma ti basta avere voglia di farlo.
E tentare.
E vedrai.
E lasciati meravigliare dalla vita.
Dalle persone. Dai sorrisi. Dai colori. Dai profumi. E dalla spontaneità.
Non avere paura della spontaneità.
Me voy.
Vado ad ubriacarmi di musica, di esse, Sangria, colori, sapori, calore, passione, risate, camminate, arte, storia, sangria, mare, pescado, picanto, tapas, sturbucks, suoni, panorami, fontane, acqua, terra, verde, …
Ti cerco perché sei la disfunzione,
La macchia sporca, la mia distrazione,
La superficie liscia delle cose,
La pace armata, la mia ostinazione.
…di serate così ce ne sono poche.
Serate senza meta. Con troppe idee.
Serate che basta esserci. E non importa dove si va.
Serate in cui ti trovi in macchina con 4 amici.
Quelli di sempre.
E non importa se tu sei donna e loro tutti uomini.
Perchè tanto sei una di loro.
Serate così. Che alle 4 dici “andiamo a vedere l’alba sul Po”.
Per poi renderti conto che -dalla nostra sponda- si vede solo il tramonto.
E guardare l’alba sorgere in macchina.
E chissenefrega di dover andare a lavorare il giorno dopo.
Perchè di serate così non ce ne sono tante.
E avere la conferma di un’amicizia, in particolare, grazie ad una frase sussurrata tra tunztunztunz e l’ennesima birra.
Tutto questo vale più di mille altre serata a caso.
Di quelle serate che importa dove vai. Non con chi sei.
Meglio queste.
Vuoi trovare una ragazza?
Ti piace una ma non sai come conquistarla?
Non trovi nessuna ragazza che ti piace?
Vuoi la conferma di essere follemente innamorato della tua morosa?
Da oggi, c’è la Uaz.
Ti basta conoscerla, frequentarla e flirtarci, per: avere conferme sul tuo rapporto, trovare la ragazza giusta [che non è la Uaz], rimanere folgorato da una fantastica ragazza insignificante [che non è la Uaz], …
Per appuntamenti potete lasciare un commento qui sotto.
Un nostro responsabile vi contatterà appena possibile.
Novità 2009: non sai più se sei Gay o Etero? Da oggi la Uaz potrà aiutarti anche a confermare la tua frociaggine. Info nei ns. uffici.
…
…sembrerà scemo, ma è così.
Tutti quelli che mi piacciono o sono fidanzati [e lo rimangono], o si fidanzano appena inizio a pensare che stia nascendo qualcosa, o conoscono direttamente un’altra. E ci manca solo quello che capisce di essere gay.
Il 2008 è stato un anno difficile per molti di voi...[...] I Decade: siete tra quelli che “hanno già dato” e inizierete il 2009 alleggeriti dai fardelli che vi hanno appesantito l’esistenza lo scorso anno; ma non solo, quest’anno potrebbe anche rivelarsi uno dei migliori della vostra vita, dipenderà tutto da voi. Non dormite sugli allori, perché quest’anno potrete realizzare davvero tanto: potrete iniziare una nuova attività, esplorare settori innovativi, vivere una storia d’amore intensa e trasformarla in una relazione duratura, partire per un lungo viaggio...